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Tre buoni motivi per utilizzare le pURL nel web marketing

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Tre motivi per utilizzare le purl nelle nostre campagne di marketing

Con l’emergere dei Marketing Services Provider e delle tecnologie che gestiscono la stampa del dato variabile, si  sta delineando un nuovo modo di fare direct marketing.

Il consumatore è al centro di ogni comunicazione di marketing e le  parole d’ordine sembrano essere Personalizzazione e Cross-medialità.

Le aziende più all’avanguardia, infatti, stanno inserendo nei loro piani di comunicazione strumenti come URL personalizzate, o pURL, che consentono personalizzazione e integrazione su più canali  delle  campagne di marketing.

Oggi con le URL personalizzate (pURL) le aziende, possono associare ad ogni cliente, precedentemente selezionato nel data base aziendale, un sito web a lui dedicato (ad esempio http://www.nomeazienda.it/mario.rossi).

Le pURL e il Variable Data Printing

Grazie agli strumenti di Variable Data Printing e delle  pURL – che facilitano la personalizzazione e l’integrazione dei canali di comunicazione – indirizzare le persone verso il sito Web di una campagna promozionale è sempre più facile. Si possono inviare ai clusters selezionati – tramite mailing cartaceo, E-mai o altri mezzi- pURL che fungono da touch-point verso una landing page appositamente disposta come collettore della campagna di marketing.

Ciò che serve, è solo una lista di contatti da cui estrapolare informazioni pertinenti con i contenuti che l’azienda intende somministrare al cliente. Solo in questo modo sarà possibile infatti inviare il servizio giusto alla persona giusta.

I tre perché delle pURL

Le ragioni principali per cui le pURL stanno diventando sempre diffuse nel mondo del direct-marketing sono tre:

  1. Le pURL consentono di  tracciare le risposte dei consumatori in maniera precisa e puntualeIl monitoraggio e la misurazione sono fondamentali in tutte la campagne di direct marketing. Con gli strumenti di gestione del dato variabile e delle pURLs è possibile verificare la riuscita di una campagna in maniera puntuale e precisa. Se prima si poteva sapere solo il numero delle persone che avevano visitato un determinato sito web oggi, con le pURL è possibile dare un nome ed un cognome a ciascuna persona che l’ha visitato. Poiché ogni pURL è indirizzata ad un unico individuo, i marketers possono monitorare e misurare il comportamento di ogni singolo cliente in base alla sua attività sulla pagina di destinazione: quando il cliente o prospect ha risposto alla comunicazione, quanto spesso accede alla pURL, come ha risposto e attraverso quale canale. Tutti questi dati sono utili per una profilazione dettagliata dei clienti che potrà essere utilizzata per una successiva campagna ancora più mirata e personalizzata.
  2. Le pURL permettono di migliorare i dati dei clienti acquisiti e potenzialiMolte imprese lanciano campagne di direct mail marketing con URL personalizzate, al fine di incoraggiare i clienti a visitare il loro sito web. In questo tipo di campagne spesso,  si invitano le persone a  compilare delle survey, in cambio di uno sconto o di  un  regalo. I clienti che seguono il link e completano il questionario forniscono preziose informazioni aggiuntive, come ad esempio un indirizzo di posta elettronica, o informazioni sulle loro simpatie, antipatie, abitudini di acquisto, ecc. Più dati si ricevono su un singolo cliente più si potrà fare appello ai suoi desideri e alle sue esigenze nelle campagne successive.
  3. Le pURL consentono di massimizzare la personalizzazione sul webCon le pURL si possono coordinare le comunicazioni di marketing su tutti i media sia che il primo touch-point avvenga per mezzo di una mail cartacea, una E-mail o un qualsiasi altro canale di comunicazione. I marketers, possono incoraggiare i potenziali clienti ad accedere al sito web della loro azienda per informarli in maniera più approfondita sui prodotti o servizi offerti. Attraverso le E-mail o mail cartacee con su scritte le pURL si può ottenere un effetto “teaser” verso il sito stesso.

Il primo contatto dunque, può indirizzare il cliente verso un micro sito personalizzato, massimizzando anche sul web la logica della campagna.

Ora tocca a te!

Hai inserito dei riferimenti a un sito web o a una landing page nella tua ultima campagna di direct mailing? Pensa a qual è stato il tasso di registrazione dei tuoi potenziali clienti su questo sito partendo dalla comunicazione cartacea. Normalmente, il tuo cliente prova fastidio a dover inserire nuovamente dei dati di cui la tua azienda è già in possesso, e sarà quindi portato ad abbandonare il form prima della compilazione. Questo problema si risolve, appunto, con le pURL.

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