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Direct Mailing: lo stai facendo nel modo sbagliato

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Direct Mailing: lo stai facendo nel modo sbagliato

Mi perdonate se ritorno sul Direct Mailing?

Lo so, Lucia Emiliani ha già affrontato il tema su questo stesso blog la scorsa settimana, per spiegare con la migliore dovizia di dettagli in che modo realizzare un direct mailing davvero efficace e che porti risultati alle aziende che decidano di adottare questo tutt’altro che obsoleto mezzo di marketing diretto.
So di certo che un piano editoriale minimamente decente non dovrebbe consentire la pubblicazione di due articoli sullo stesso tema a pochi giorni di distanza. Tuttavia, ci sono occasioni in cui è opportuno ritornare sullo stesso tema, per affrontarlo anche da un’altra prospettiva. In particolare: come non si deve fare un Direct Mailing.
L’occasione di questo articolo, lo dico subito, è un DM arrivatomi in ufficio proprio oggi, che potrebbe essere tranquillamente essere preso ad esempio su cosa non fare, se si vuole convincere un prospect che la tua azienda è quella giusta, quella da scegliere assolutamente come partner o come fornitore.
Iniziamo?

Non scrivere a mano l’indirizzo del destinatario

Sì, hai capito bene.
Il tuo direct mailing non è una letterina a Babbo Natale.
Non puoi pensare di scrivere l’indirizzo a mano sulla busta  – magari con una grafia ben poco elegante – e chiudere in bellezza inserendo l’indirizzo del mittente mediante un timbro amministrativo sul retro. La tua immagine aziendale, il valore che comunichi, iniziano da come si presenti, fin dall’involucro esterno. Se ritieni che la busta non serva a nulla, se non a contenere la tua comunicazione, bene: ti annuncio che stai sbagliando tutto.
Una comunicazione deve essere sempre elegante e ben realizzata fin dal primo “pezzo” che arriverà sul tavolo del tuo destinatario.
Sì, proprio la busta.
La busta è, anzi, forse l’elemento più importante della tua comunicazione, perché sarà il tuo biglietto da visita, il tuo momento di presentazione. Se è realizzata in modo sciatto, trasmetterà immediatamente la stessa impressione di sciatteria alla tua azienda.

Cerca di essere efficace ed elegante

Non vuoi spendere per stampare una brochure o un direct mailing con procedimenti industriali.
Lo capisco: se mandi poche decine o anche poche centinaia di comunicazioni commerciali all’anno, potresti decidere di risparmiare adottando un profilo minimale e inviando solamente una lettera commerciale stampata con la tua stampante da ufficio.
Va benissimo: ci sono settori in cui una strategia di questo tipo può risultare vincente. Ancora una volta, però, il discrimine è l’eleganza e la capacità di coinvolgere in prima persona l’interlocutore.
Se il tuo mailing è limitato a poche decine di lettere, non puoi pensare di iniziare la tua lettera con “Gentili signori”.
Persino Microsoft Word dà la possibilità di personalizzare alcuni campi di una lettera commerciale mediante la funzione di Stampa Unione! Basta davvero poco per mettere a proprio agio il destinatario della propria comunicazione commerciale: un po’ di attenzione e di cura del dettaglio. Attenzione e cura, che dovrebbero a maggior ragione vedersi in una lettera indirizzata a poche decine di persone.
Cerca, inoltre, di essere discreto. Un insieme mal assortito di colori non è mai garanzia di successo. Il più delle volte, l’effetto complessivo è quello di un’arlecchinata e, ancora una volta, di scarsa attenzione al dettaglio e alle esigenze del cliente.
I colori, come ogni altro elemento di comunicazione, dovranno necessariamente essere scelti nel rispetto di un codice e di una gerarchia di significati. Non è mescolandoli a casaccio che si otterrà l’effetto “wow!” tanto desiderato.

Rileggi ciò che hai scritto

Grammatica, ortografia e sintassi dovrebbero essere la tua prima preoccupazione: ancor prima dell’efficacia del contenuto.
Il problema è che, ogni tanto, qualcuno rischia di leggere davvero quello che scrivi. Quando ricevo una lettera commerciale che recita, testualmente:
«Per voi che utilizzate tecniche di marketing diretto allora sarà interessante conoscerci!»
io personalmente non vado avanti: cestino, e mi dedico a fare qualcosa di serio.

Perché ti dico queste cose?

Perché una lettera commerciale con tutte le caratteristiche sopra descritte può avere un solo effetto, su chiunque lavori seriamente nel marketing e nella comunicazione: il rifiuto di prendere in considerazione la tua impresa come partner affidabile.
Ti assicuro: qualsiasi sia il tuo business, e per quanto bravo tu sia nel tuo campo, comunicando in questo modo otterrai un solo effetto: quello di essere additato come esempio da non seguire.
Ricorda: la tua comunicazione aziendale determina il tuo successo sul mercato, almeno quanto la tua competenza. Proprio per questo, il modo migliore per comunicare è quello di affidarsi a dei professionisti del settore.
Ma se vuoi proprio fare da te, almeno evita questi errori!
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